La Nikefobia

La Nikefobia

 

Che cos’è la Nikefobia (si pronuncia niche e non naiche, all’americana)? Non è la paura della Nike, nota industria di abbigliamento statunitense. Non riguarda perciò la paura di indossare abbigliamento della Nike, come molti potrebbero erroneamente credere, ma si riferisce a un problema psicologico che è caratterizzato dalla paura di vincere (Nike era la dea alata che nella civiltà ellenica rappresentava la vittoria). Il termine è stato coniato nel 1963 dallo psicologo Ferruccio Antonelli per descrivere questo problema che affligge numerosi sportivi. Nel tennis è un fenomeno molto diffuso. A molti giocatori, dilettanti o professionisti, è capitato più volte di perdere partite ormai vinte (ad es. con il punteggio 6-3, 5-4, 40 a 0). Come mai? Cosa succede nella testa del soggetto, in quel momento? La contraddizione è evidente: si gioca per vincere e quando la vittoria è a portata di mano, si fa di tutto per perdere. Per quanto uno ne sia consapevole non riesce a mettere a segno quegli ultimi punti , anzi quanto più si ripete mentalmente che “deve” concentrarsi, che “deve” vincere, tanto più si agita e tanto meno ci riesce. E’ un po’ come la paura di arrossire: quanto più uno si dice che non “deve” arrossire, tanto più arrossisce.  Cosa fare? Il segreto per eliminare la Nikefobia è quello di evitare di ripetersi mentalmente “devo” vincere e invece pensare che si stanno giocando i primi punti del macth, non gli “importantissimi ultimi”. In altre parole, si tratta di allenare la mente a concentrarsi “solo” sul punto da giocare, senza pensare ad altro. Elementare Watson!

A cura di Franco Baldini

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Informazioni su Redazione

Responsabile di Redazione e Curatore del Blog www.cognitivismo.com Psicologo e Psicoterapeuta, libero professionista, Didatta SITCC (Società Italiana Terapia Comportamentale e Cognitiva) e dal 2009 Consigliere nel Comitato Direttivo Nazionale Socio Fondatore SIPC (Società Italiana Psicoterapeuti Cognitivisti) Membro del Comitato di Redazione delle Riviste “Cognitivismo Clinico” e "Ricerca in Psicoterapia" Membro dell'Equipe per l'Età Evolutiva APC-SPC Professore a contratto presso la Facoltà di Psicologia 1 - Università di Roma "La Sapienza", insegnamento "Modelli cognitivi nell'applicazione clinica" Tutor presso il Corso di Laurea in Scienze Psicologiche, per l'insegnamento di "Psicologia Clinica", Facoltà di Psicologia 2, Università di Roma "La Sapienza" Cultore della materia presso la Facoltà di Psicologia 2 - Università di Roma "La Sapienza", insegnamento "Psicologia Clinica"

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